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Come può una cena essere rovinata dallo sviluppo software su misura

Come può una cena essere rovinata dallo sviluppo software su misura

Come può una cena essere rovinata dallo sviluppo software su misura

Oggi voglio condividere con te un’esperienza che probabilmente è comune a tutte le persone che lavorano nel campo dell’informatica.

Di cosa sto parlando?
Del fatto che ‘essere un esperto di informatica’ (o qualcosa di simile) ha dei risvolti negativi ( soprattutto in frangenti non lavorativi )

Per spiegarmi meglio vi racconto una cosa che mi è successa qualche giorno fa…

Era il ritrovo tra ‘vecchie glorie’ di una squadra di calcio dilettantistica (in verità più vecchie che glorie), il programma prevedeva prima una partitella (10 minuti per tempo visto l’alto rischio infarto dei partecipanti) e poi cena conviviale accompagnata da libagioni e gli inevitabili: “ma ti ricordi quella volta che…. “

Tutto fila liscio (nessuno si fa male durante la partitella il che è quasi un miracolo) fino a che, durante la cena post-partita, la discussione termina i ricordi nostalgici giovanili e ‘gira’ sul lavoro.

Tra i miei ex compagni di calcio ci sono tutti i vari tipi di lavoratori: impiegati, operari, consulenti, e anche qualche imprenditore; incredibile come possano essere diventati imprenditori (e di successo) persone che all’epoca reputavo degli ‘sfigati’.

Ma non perdiamo il filo del discorso, proprio uno di questi amici imprenditori, sapendo che mi occupo di sviluppo software su misura, inizia a lamentarsi del fatto che nella sua azienda ogni volta che c’è da mettere mano ai programmi, oppure iniziare un nuovo progetto che prevede lo sviluppo di un software, i costi, e soprattutto i tempi, di realizzazione diventano ‘imprevedibili’ trasmettendomi un senso di molta incertezza.
E dopo aver argomentato, riportando esempi e casi vissuti in prima persona e ricevuto conferma e consenso anche dagli altri presenti, mi chiede una spiegazione a questa ‘costante’.

Inutile dire che la situazione è per me particolarmente noiosa, in primis perché avevo tutto meno che voglia di mettermi a parlare di lavoro anche in quella circostanza, poi perché quello che diceva l’amico era vero e poi perché la spiegazione, si una spiegazione effettivamente c’è, a questo ‘malcostume’ non è banale.

Il problema è che lo sviluppo del software su misura alle tue esigenze non paragonabile al modo con cui si costruiscono le case

Ma il mio orgoglio ferito mi ha impedito di glissare sulla domanda e quindi, per risultare il più chiaro e convincente possibile nella spiegazione e non volendo utilizzare un vocabolario ‘tecnico’, mi sono avvalso di una similitudine ed ho esordito dicendo : “facciamo finta che il nuovo programma da sviluppare su misura alle esigenze della tua azienda sia come costruire una nuova casa”.

Da quanti anni gli uomini costruisco case? Diciamo qualche migliaio di anni.
Da quanti anni sviluppiamo software? Qualche decina di anni.

È chiaro che l’esperienza, e quindi la facilità con cui il risultato finale è prevedibile, è diversa. Ma la differenza sostanziale non è tanto questa, quanto piuttosto il fatto che quando decidiamo di costruire una casa il futuro proprietario non è quasi mai ( a meno che non sia un architetto un ingegnere o un geometra ) la persona che detta le specifiche tecniche del progetto e del capitolato e soprattutto, una volta iniziata la costruzione della casa, il progetto non viene più modificato (a parte qualche piccolo particolare o rifinitura, ma se una casa è stata progettato per avere 2 piani non viene portata in corso d’opera a 3  o 4 piani).

Nel caso del software invece questo non avviene, normalmente si crede (per il fatto che si tratta di software e quindi qualcosa di intangibile) che tutto sia modificabile in qualsiasi momento: basta chiederlo!

Chi è convinto di questo, ahimè è ancora concentrato nel disperato tentativo di ottenere veramente il software su misura di cui ha bisogno.

Nello sviluppo del software, le specifiche nonché l’equivalente del capitolo e del progetto nell’esempio della casa, vengono spesso dettate dall’imprenditore stesso, o da suo personale, che non ha ancora ben chiaro cosa vuole e soprattutto ‘come’ lo vuole.

Probabilmente si chiariranno le idee nelle settimane o nei mesi seguenti quando il progetto magari è già ampiamente nella fase di sviluppo e realizzazione, sarà quindi allora che inizieranno a chiedere le modifiche e le variazioni a quanto stabilito inizialmente senza avere la percezione di quanto complesso sia, e quindi quanto ritardo implichi, accogliere la richiesta di variazione.

Non è certamente colpa loro, è’ normale che sia così. Meno normale è che ad oggi in Italia (diversamente da altri paesi) ancora oggi le software house adottano un metodo di approccio ai lavori non specifico per sviluppare il software su misura del loro cliente.

A questo punto la domanda da parte dei miei interlocutori nasce spontanea: “Ma allora non c’è modo di avere la certezza che lo sviluppo di un nuovo software possa essere realizzato e completato nei tempi stabiliti, e soprattutto che alla fine il prodotto realizzato faccia effettivamente quello che mi serve?”

Il segreto di un corretto approccio allo sviluppo del tuo software che evidentemente il tuo fornitore non conosce

Ed è a questo punto, con studiata maestria, che gioco il ‘jolly’, spiego cioè quale è il segreto che utilizza la mia azienda per evitare di cadere nella trappola ‘del progetto senza fine con risultati deludenti’.

Sempre sfruttando il paragone con la costruzione della casa cerco di spiegare che è come se, iniziando a costruire la nuova casa, non procedessimo dal basso verso l’alto come si fa solitamente partendo dalle fondamenta e procedendo verso il tetto; piuttosto è come se costruissimo la casa da destra verso sinistra (o da sinistra a destra la cosa non cambia).

Chiaramente nel caso della casa questo non è praticamente fattibile, ma qui si parla di software e quindi la cosa è diversa, in pratica via via che il lavoro avanza tutte le parti della casa (dalle fondamenta al tetto) prendono forma ed il cliente e in grado di valutarle e verificare che siano effettivamente come le aveva immaginate e se soddisfano le proprie esigenze.

La verifica da parte del cliente sull’avanzamento dei lavori deve essere molto frequente, auspicabile sarebbe settimanalmente, così da rendere l’eventuale modifica o rettifica il più veloce ed indolore possibile. Questo approccio evita di cadere negli errori classici commessi da tutte le aziende di sviluppo software che, pur partendo con tutte le buone intenzioni, vengono poi sopraffate dai classici problemi ed incomprensioni derivanti da una gestione del progetto di sviluppo software su misura in modalità ‘vecchio stile’ che porta l’imprenditore ad essere insoddisfatto del prodotto che ha ottenuto ed ad avere la sensazione di essere stato in qualche modo ‘fregato’.

Terminata la spiegazione devo dire che la platea era in parte stupita per l’approccio innovativo che avevo indicato e comunque tutti concordavano sul fatto che l’approccio classico allo sviluppo software porta inevitabilmente ai problemi che avevo descritto; poi abbiamo abbandonato l’argomento e siamo tornati ad occuparci finalmente di pietanze, vino e battute.

Fine della storia.

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Paolo Ciccioni

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