Enter your keyword

Cosa ci insegna la missione europea ExoMars (e la sonda Schiaparelli)?

Cosa ci insegna la missione europea ExoMars (e la sonda Schiaparelli)?

Cosa ci insegna la missione europea ExoMars (e la sonda Schiaparelli)?

Se ti stai domandando se sono diventato improvvisamente un esperto di astronautica o di ingegneria aerospaziale tranquillizzati subito, sono sempre il solito imbecille che sa poco e nulla sulle missioni spaziali, ma continua a leggere perché più avanti ti fornirò informazioni molto importanti per lo sviluppo del tuo business.

Per chi non lo sapesse Schiaparelli è il nome del ‘lander’ (tradotto letteralmente oggetto che atterra, anzi che ‘ammarta’ visto che doveva posarsi sul suolo di Marte) che è partito dalla Terra 7 mesi fa circa a bordo della sonda spaziale TGO che l’ha portato in orbita intorno a Marte e l’ha poi lasciato andare perché atterrasse sulla sua superfice

Quello che in realtà è avvenuto alla sonda Schiaparelli (e che in pochi sanno perché sui giornali e sui media non hanno dato molte spiegazioni) può essere molto istruttivo per noi imprenditori che siamo quotidianamente impegnati a risolvere problemi.

Vi faccio un breve e, spero chiaro, riassunto di quello che è veramente successo e perché Schiaparelli si è schiantato al suolo invece di effettuare un morbido atterraggio come da programma (in fondo al post per i più curiosi ho messo il link all’articolo con tutti i dettagli)

Tutte le prime fasi di sgancio dalla sonda TGO (quella che sta continuando ad orbitare intorno a Marte) si sono svolte correttamente e tutto è andato bene fino al momento in cui il computer di bordo di Schiaparelli ha ‘deciso’ che era l’ora di aprire il paracadute perché ha capito che stava entrando negli strati più densi dell’atmosfera.

ExoMars2016_DescentInfographic_20160223_1280

A questo punto sono iniziati i problemi, senza entrare nei tecnicismi (che potete trovare nell’articolo in fondo) i sensori che comunicavano al computer l’assetto del velivolo rispetto alla superficie di Marte (in pratica dovevano far sapere se Schiaparelli stava andando giù nella posizione corretta) sono andati ‘in tilt’ (sembra per le eccessive oscillazioni causate dal paracadute) ed hanno fornito dei dati errati.

I dati errati forniti dai sensori al computer di bordo hanno portato ad ottenere un risultato della quota di volo negativo ed il computer ha concluso (con logica ottusamente robotica) che Schiaparelli fosse già atterrato (in verità era ancora ad alcuni KM di quota) ed ha agito di conseguenza come da programma:

  1. Ha sganciato il paracadute
  2. Ha acceso i retrorazzi (che avrebbero dovuto frenare la discesa) solo per tre secondi
  3. Ha spento tutte le apparecchiature di bordo
  4. Ha trasmesso il messaggio “Sono atterrato” (ma non era vero stava invece precipitando)

Questo è più o meno quello che è accaduto, a discolpa dei progettisti e degli ingegneri che hanno lavorato al progetto c’è da evidenziare che:

  • Non è stato effettuato nessun collaudo fisico (drop test), ossia una prova reale sganciando la sonda da un aereo nell’atmosfera terrestre. Questo non è stato fatto per diversi motivi (costo eccessivo, differenza tra l’atmosfera terrestre e quella di Marte, problema del conflitto in Ucraina)
  • Schiaparelli era un veicolo ‘dimostratore’ e quindi non era volutamente dotato di sistemi ridondati che avrebbero potuto ‘capire’ che i dati che stava ricevendo erano errati

Bene, a questo punto veniamo al ‘succo’ della storia: cosa possiamo imparare da questa esperienza?

Che il software è oramai una parte FONDAMENTALE di qualsiasi avventura (sia essa spaziale o più semplicemente il tuo business)

Esiste sempre la possibilità che il software sbagli o vada in ‘tilt’ e l’unico modo per ridurre al minimo questa possibilità E’ IL TEST.

Chiaramente il test deve essere effettuato da una o più persone diverse rispetto a chi ha scritto il programma e meglio sarebbe che  il test venga effettuato direttamente da chi sarà poi l’utilizzatore del programma stesso.

Pensare di poter scrivere una quantità di software e poterlo poi testare tutto insieme alla fine della scrittura di tutto il programma è, secondo me, sbagliato e improduttivo.

Il software deve ‘crescere’ a piccoli passi, e per ogni passo deve essere accuratamente testato ed eventualmente corretto.

Ma facciamo un esempio concreto per chiarirci meglio le idee.

Sei un imprenditore nel settore alberghiero e vuoi realizzare un software che ti consenta di massimizzare i profitti della vendita delle tue camere (in gergo questo genere di software ha un nome: RMS Revenue Management Systems).

Hai già cercato un prodotto già pronto sul mercato ma quelli che hai trovato non si adattano alle tue esigenze (troppo costosi, una quantità di funzioni inutili per le tue esigenze, pensati per un mercato con dimensioni diverse da quelle italiane).

A questo punto hai capito che la soluzione ai tuoi problemi è chiedere ad una software house di svilupparti un programma personalizzato.

Questo è quello che la software house DOVRA’ FARE per garantirti un software funzionale e funzionante:

  • Parlare molto bene con te e con i tuoi collaboratori per capire le tue esigenze
  • Verificare di aver ben compreso le tue esigenze esponendoti cosa andrà a realizzare
  • Condividere con te un piano di rilascio programmato (tipicamente rilasci settimanali) delle varie funzionalità del prodotto
  • Farti TESTARE (sì il test lo dovrai fare te o uno dei tuoi) le nuove funzionalità del prodotto via via che le rilascia
  • Correggere eventuali errori che te gli evidenzierai (non dovrà procedere con lo sviluppo delle nuove funzioni finché non avrai testato con successo quella rilasciata)
  • Accettare le tue eventuali nuove richieste che sicuramente ti verranno in mente via via che testerai e proverai il nuovo programma
  • Offrirti una garanzia che ti consenta di poter interrompere in qualsiasi momento lo sviluppo del programma qualora ti rendessi conto che le cose non stanno andando come ti aspettavi

Questo che ti ho descritto sopra è esattamente il metodo di lavoro che utilizziamo noi di Sistema Software

Utilizziamo il METODO AD ITERAZIONI, ogni iterazione è una sessione di sviluppo della durata tipica settimanale che ha degli obiettivi ben precisi e condivisi con te.

Al termine dell’iterazione dovrai testare e provare tutte le funzionalità previste e solo dopo il tuo OK passeremo allo sviluppo dell’iterazione successiva, in caso contrario continueremo a nostre spese a sviluppare e correggere l’iterazione incriminata.

Per tenerti aggiornato sullo sviluppo del tuo programma condividiamo con te la PLAN BOARD in pratica un ‘tabellone’ dove vengono riportate tutte le iterazioni, la lor programmazione ed il loro stato di avanzamento.

PlanBoard

Per la tua sicurezza abbiamo introdotto anche la GARANZIA Avanti Solo Se Soddisfatti, potrai quindi stoppare lo sviluppo del programma se dovessi vedere che le cose non stanno andando nel migliore dei modi.

Per aiutarti nella scelta della software house che ti seguirà nello sviluppo del tuo software abbiamo scritto questo E-Book gratuito in cui ti svelo i 4 segreti che le software house generaliste non vogliono rivelarti:

sistema software ebook steso

===> CLICCA QUI PER SCARICARE L’EBOOK GRATUITO <===

Non aspettare oltre scaricalo e leggilo, vedrai che è pieno di ottimi consigli che ti guideranno nella scelta della software house giusta per le tue esigenze.

Al prossimo sviluppo

P.S. Non dimenticare che puoi approfittare delle varie risorse gratuite seguendo la pagina facebook: http://www.facebook.com/sistemasoftwareit (devi solo cliccare su mi piace)

P.P.S. questo il link dell’articolo sulla sonda Schiaparelli: http://attivissimo.blogspot.it/2016/10/cose-successo-realmente-schiaparelli.html

No Comments

Leave a Reply