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Come un consiglio di un amico può cambiare (in meglio) le sorti del tuo business

Come un consiglio di un amico può cambiare (in meglio) le sorti del tuo business

Come un consiglio di un amico può cambiare (in meglio) le sorti del tuo business

Questa è la storia di uno noi… Anche lui nato per caso in via Gluck

Così comincia la famosissima canzone di Adriano Celentano che è sicuramente uno dei suoi più grandi successi.

Questa che invece ti racconto io è sempre la storia di uno di noi (imprenditori) che però non è nato per caso in via Gluck ma che ha scelto per passione il duro mestiere dell’imprenditore!

Se anche tu in azienda hai uno o più file excel da cui vorresti liberarti come fossero dei sassolini spigolosi dentro la tua scarpa destra nel pieno di una maratona, allora ti conviene continuare a leggere con attenzione questa storia.

E’ la storia del mio amico Flavio, amico da sempre praticamente. Siamo cresciuti insieme abbiamo frequentato la stessa scuola (fino alle medie), poi abbiamo scelto istituti superiori diversi ma appena finivamo le lezioni eravamo di nuovo insieme.

Praticamente abbiamo condiviso tutte le fasi, le passioni, le delusioni, le incazzature dell’adolescenza finché non siamo arrivati a quel momento ‘critico’ (che ora non esiste più) che era la chiamata obbligatoria alla leva militare.

A beneficio dei più giovani (beati loro) spiego che il momento della chiamata obbligatoria era un punto di svolta nella vita di un ragazzo.

Sanciva praticamente il termine del periodo di vita del ‘cazzeggio’ ed indicava l’inizio di una vita da adulto in cui per la prima volta (o quasi) si spezzava il legame forte con la famiglia, si iniziava un’avventura da soli (spesso non facile da gestire in funzione del corpo dell’arma in cui si veniva destinati, mai sentito parlare di nonnismo?) ed in qualche modo, terminato il servizio di leva, si otteneva il ‘passi’ per il mondo del lavoro  (era praticamente impossibile che un’azienda assumesse qualcuno (maschio) che doveva ancora assolvere all’obbligo militare).

Dopo un anno di militare potevano cambiare tante cose, i rapporti sentimentali (la lontananza è come il vento, spegne I fuochi piccoli ed accende quelli grandi), le abitudini, le amicizie e poi soprattutto cambiava il fatto che non si avevano più scuse per ritardare ulteriormente l’ingresso nel mondo del lavoro.

Venimmo chiamati “alle armi” a distanza di qualche mese, prima io e poi Flavio.
Io fui più fortunato (destinazione non troppo lontano da casa e “corpo” abbastanza ‘tranquillo’ con nonnismo quasi assente), Flavio invece fu assegnato al corpo degli alpini in una caserma operativa con ‘spirito di corpo molto sentito’ (un eufemismo per dire ‘nonnismo a bestia’), non tornava quasi mai a casa  al contrario di me che più o meno ogni due o tre settimane un week-end a casa lo facevo.

Come detto sopra al termine del periodo del militare nulla era come prima, io ebbi la fortuna di trovare lavoro nell’informatica (che allora inizi anni ’80 era ancora una novità in Italia) e Flavio invece, che era tornato trasformato e veramente ‘cresciuto’ dopo l’esperienza negli alpini) decise (aiutato dalla famiglia) di intraprendere la dura esperienza dell’imprenditore (allora naturalmente non lo sapeva che sarebbe stata dura :-))

Riuscì (con qualche sacrificio) a mettere in piedi una piccola attività di albergatore (aveva uno zio nel settore alberghiero e con qualche conoscenza riuscì a rilevare un’attività).

Flavio era un ragazzo sveglio e pieno di voglia di fare, mise tutta l’energia che aveva (ed anche quella della moglie Teresa che aveva nel frattempo sposato e lavorava anche lei nell’albergo) in questa attività.

Ognuno preso dal proprio lavoro e dalle proprie vicissitudini ci siamo persi di vista per diversi anni, quando ci siamo ritrovati (grazie Facebook!)  avevamo entrambi già famiglia, la sua attività in questi anni è cresciuta ed ora ha una ventina di dipendenti, ma non tutto gli sta andando per il verso giusto (più avanti ti spiego perché).

Come ti dicevo grazie a Facebook ci siamo ritrovati ed abbiamo fissato la classica cena ‘rimpatriata dei vecchi tempi’.

Una volta trovata una località comoda per entrambi (la vita ci ha portato a vivere in città diverse) ci siamo ritrovati volentieri e abbiamo cominciato con ‘la fase dei ricordi’ per poi passare al riassunto di quello che ci è successo fino ad oggi.

Quando ha saputo che anche io ero passato dalla sua parte (quella degli imprenditori :-)) nel settore informatico ha subito dirottato la discussione sul lavoro e senza mezzi termini mi ha chiesto aiuto:
“Senti Paolo, devo dirti la verità gli affari nel mondo del turismo ultimamente si sono fatti più duri. Non è semplice riuscire ad avere sempre clienti e garantirsi un buon margine di guadagno. Avrei bisogno di un aiuto soprattutto sulla parte di ottimizzazione e gestione dell’allocazione delle camere.”

Al che io gli ho subito chiesto: “Immagino che tu abbia già un software che ti aiuti in questo, Che cosa utilizzi?”

Lui, abbassando la voce come se si vergognasse, mi ha risposto: “Uso un foglio Excel, molto complesso e ben studiato però mi rendo conto che inizia a mostrare i suoi limiti”

Ti risparmio ulteriori dettagli della discussione, la cosa che mi fece rimanere stupito è come un’azienda che fatturava qualche milione di euro potesse affidarsi completamente ad un foglio Excel.

Chiaramente il mio consiglio fu quello di trasferire tutte le logiche (nascoste nelle formule del foglio Excel) in un programma ad hoc studiato appositamente per le sue esigenze.

Infatti la forza di Excel (la facilità e semplicità di utilizzo) sono anche il suo limite. Non è infatti raro che un imprenditore inizi ad utilizzare un foglio Excel dicendo: “Vai, intanto inizio con questo, poi quando arriverà il momento vedrò come cambiarlo“.

E col passare del tempo il foglio si complica sempre più, le formule diventano sempre più complesse e difficili da gestire, spesso, nel tentativo di migliorare ulteriormente il foglio, smettono di funzionare alcune formule e per non rischiare di perdere completamente il controllo rinunci ad implementare la nuova funzionalità (che in realtà ti avrebbe fatto comodo).

Chiaramente Flavio ha accolto il mio consiglio e nei mesi a seguire ci siamo sentiti più volte per concordare la realizzazione di un software su misura per le sue esigenze ed ora è un albergatore soddisfatto che non è più legato e vincolato ai capricci del foglio Excel per riuscire ad ottimizzare e massimizzare il profitto del proprio albergo.

Naturalmente è fondamentale scegliere una software house specializzata e focalizzata sulla realizzazione di software su misura, evita come la peste le software house generaliste.

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